Una storia per comunicare

Marco ha sette anni.
Arriva a scuola quando la classe è ancora silenziosa,
con le sedie un po’ storte e i libri che non hanno ancora deciso dove stare.
Gli piace restare lì un momento,
prima che il rumore cominci.


Appoggia lo zaino sulla sedia, piano, come se potesse svegliare qualcosa.
Dentro non c’è mai un gran disordine, ma nemmeno un vero ordine:
le cose stanno dove, per lui, hanno senso.

Marco guarda spesso fuori dalla finestra.
Non perché si distragga, ma perché le cose lì fuori gli parlano piano:
le nuvole cambiano forma,
la luce entra,
le ombre disegnano il muro.
Un giorno stavamo scrivendo un tema in classe.
A un certo punto notai Marco. Era fermo.
La matita in mano, come se stesse aspettando un segnale.
Il foglio, invece, era ancora vuoto.


Marco prende un foglio.
Disegna una casetta... Poi un signore gentile... Uno strano volatile...
E, guardando quei disegni, capisco a cosa sta pensando.
Realizzo quindi...
Che a volte le parole non bastano.
Non perché non sappiamo parlare,
ma perché alcune idee sono difficili da dire tutte insieme.
Per questo esistono dei disegni speciali
I simboli in CAA

Sono simboli speciali che aiutano a dire una frase anche senza parole.
Alcuni simboli servono per dire le cose.
Altri per dire cosa succede.
Altri ancora per dire com’è qualcosa.


Ogni simbolo sta per qualcosa e può aiutare a leggere qualsiasi strumento.

Chi (Chi fa l'azione?) → [Soggetto]

Cosa (Cosa succede?) → [Verbo]

Con / Per (Con / Per chi?) → [Collegamenti]

A cosa? (A cosa serve?) → [Oggetto]

Quando le parole non arrivano,
può usare questi disegni.
Li usa spesso in classe, a casa,
con la mamma, con il papà.
Ovunque ne stenta il bisogno.
FINE

Adesso proviamo a metterci nei panni di Marco, con un piccolo gioco.
Leggerete una frase e poi guarderete tre simboli.
Scegliete quello che secondo voi rappresenta meglio la parola mancante.
Non c’è una risposta giusta o sbagliata: conta quello che scegliete voi.