Una storia per comunicare

Luca ha sette anni.
Arriva a scuola quando la classe è ancora silenziosa,
con le sedie un po’ storte e i libri che non hanno ancora deciso dove stare.
Gli piace restare lì un momento,
prima che il rumore cominci.


Appoggia lo zaino sulla sedia, piano, come se potesse svegliare qualcosa.
Dentro non c’è mai un gran disordine, ma nemmeno un vero ordine:
le cose stanno dove, per lui, hanno senso.

Luca guarda spesso fuori dalla finestra.
Non perché si distragga, ma perché le cose lì fuori gli parlano piano:
le nuvole cambiano forma,
la luce entra,
le ombre disegnano il muro.
Un giorno stavamo scrivendo un tema in classe.
A un certo punto notai Luca. Era fermo.
La matita in mano, come se stesse aspettando un segnale.
Il foglio, invece, era ancora vuoto.


Luca prende un foglio.
Disegna una casetta... Poi un signore gentile... Uno strano volatile...
E, guardando quei disegni, capisco a cosa sta pensando.
Realizzo quindi...
Che a volte le parole non bastano.
Non perché non sappiamo parlare,
ma perché alcune idee sono difficili da dire tutte insieme.
Per questo esistono dei disegni speciali
I simboli in CAA

Sono simboli speciali che aiutano a dire una frase anche senza parole.
Alcuni simboli servono per dire le cose.
Altri per dire cosa succede.
Altri ancora per dire com’è qualcosa.
E per cosa stanno?
Chi? (Sostantivi)
→ [Soggetto]
Cosa succede? (Verbi)
→ [Predicato]
Con / Per ? (Coniugazioni)
→ [Collegano]
A cosa serve? (Sostantivi)
→ [Complemento]

Luca quindi sa che, quando le parole non arrivano,
può usare anche questi disegni.
E luca li usa spesso in classe.
E anche a casa!
